SEO per principianti: Imparare a posizionare un sito web

Libro SEO per imparare a posizionare un sito web

Come abbiamo già avuto modo di vedere, il termine SEO è l’acronimo dell’espressione inglese Search Web Optimization e indica appunto l’ottimizzazione di una piattaforma web per il posizionamento sui motori di ricerca.

Con il termine posizionamento, invece, s’intende prendere posizione all’interno dei risultati di ricerca proposti da Google. Le posizioni della SERP sono 10 per pagina e in pochi vanno oltre la prima schermata. Per questo motivo è fondamentale usare tutte le tecniche SEO per sbaragliare la concorrenza e comparire tra i primi risultati.

Il minimo sindacale è utilizzare all’interno di titolo e testo delle parole chiave (keywords), digitate dagli utenti alla ricerca di un determinato prodotto o concetto.

Queste parole chiave possono essere singole o composte da più termini e in questo caso prendono il nome di long tail keywords. Minore è la lunghezza di una keyword e più sarà difficile posizionare il contenuto sul motore di ricerca.

Traffico a costo zero?

Un buon posizionamento sulle pagine dei motori di ricerca garantisce un traffico organico di utenti, senza dover sostenere costi per campagne pubblicitarie. Ma ovviamente anche l’attività di un consulente SEO ha un costo, a meno che non si decida di optare per il fai da te, attraverso un percorso formativo che preveda un corso di web marketing o la lettura di alcuni libri SEO consigliati dai professionisti del settore.

La SEO è una vero e proprio insieme di strategie che richiedono preparazione, competenze specifiche. Non si impara sicuramente da un giorno all’altro, leggendo un libretto di istruzioni o linee guida di Google. Al contrario, richiede impegno e costanti aggiornamenti.

Grazie alla sua diffusione a macchia d’olio, è possibile imparare l’utilizzo della SEO mediante appositi corsi strutturati ad hoc, costituiti da ore di teoria e pratica per iniziare a prendere confidenza fin da subito con questa essenziale strategia virtuale.

Questi percorsi di studio possono essere supportati dalla lettura di e-book e libri, da consultare di tanto in tanto per non dimenticare i concetti base e aggiornarsi sui nuovi algoritmi di Google.

Dalla teoria alla pratica: Sporchiamoci le mani con un piccolo sito

Per iniziare a fare pratica con la SEO, è indispensabile conoscere il linguaggio HTML. Sia per sapere come creare un sito, ma anche per scoprire ciò che si nasconde dietro le quinte di qualsiasi pagina web. Eh già, bisogna spiare la concorrenza cercando di carpirne i segreti per poi replicare il loro lavoro, apportando delle migliorie e aggiungendo qualcosa di nuovo e utile all’utente.

Per apprendere il linguaggio HTML si possono frequentare dei corsi, anche online, o seguire dei video tutorial gratuiti disponibili su Youtube. In ogni modo, grazie alla diffusione dei CMS come WordPress, l’attività SEO si è svincolata da quella del web designer.

Con WordPress possiamo fare pratica con le tassonomie, un altro elemento molto importante per la SEO. Le tassonomie categorizzano gli articoli, facendo da guida al motore di ricerca che “capirà” meglio gli argomenti trattati nel sito. Il tutto si traduce in un migliore posizionamento.

Ma tutto questo non basta, bisogna seguire moltissime regole. Ad esempio:

  • Inserire le keyword nelle url, nei titoli, nei sottotitoli e all’inizio di ogni articolo
  • Scrivere articoli esaustivi e utili all’utente. Non è molto importante la lunghezza, ma piuttosto la qualità
  • Variare il più possibile le keyword per garantire maggior visibilità e flusso del blog
  • Effettuare delle ricerche delle parole chiave tramite gli strumenti più rinomati, ossia Google Trend o Google Adwords, che consentono di conoscere le keyword utilizzate dalle pagine concorrenti
  • Aggiornare regolarmente la pagina web, poiché i motori di ricerca tendono a favorire quelle attive a quelle dormienti o con contenuti scarsi e di pessima qualità

L’inserimento costante di novità invoglia inoltre i visitatori a tornare sulla piattaforma, creando in questo modo ulteriore traffico. Si tratta in qualche modo di un fattore di ranking indiretto. Se Google si accorge che gli utenti seguono con attenzione un sito web, lo guarderà di buon occhio, spingendolo in alto nelle sue SERP.

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