Passare a Linux consapevolmente

Perchè conviene migrare a Linux

Questo è un post un po’ particolare, probabilmente il primo di una nuova sezione dedicata al mondo Linux. Sono stato un utente Windows per tantissimi anni, ma circa un anno fa ho deciso di fare il grande passo e provare Ubuntu. Inizialmente ho fatto una installazione in dual boat mantenendo Windows 10 ma attualmente sul mio portatile Acer gira solamente Linux, più precisamente la distribuzione Linux Mint 18.1

Abbiamo introdotto dei termini forse sconosciuti ai meno esperti, perciò faremo una panoramica rapida su Linux, partendo dal principio. Linux, o più correttamente GNU/Linux, è un sistema operativo, ossia un insieme d’istruzioni e programmi per comandare le funzioni di un computer.

Linux nasce a cavallo degli anni 80 e 90, contrapponendosi ai sistemi operativi Microsoft, poco adatti ad hardware non particolarmente preformanti. La mission di Linux è creare un software performante e indipendente dai proprietari del codice. E fin qui credo sia tutto chiaro.

Vediamo il discorso relativo alle distribuzioni. Windows è prodotto da un’unica azienda, Microsoft, che rilascia le varie versioni del proprio sistema operativo. Al contrario, nell’universo Linux, esistono diversi sistemi operativi creati da vari sviluppatori che condividono lo stesso Kernel. Il Kernel è il nucleo del sistema operativo, ossia il software che fornisce l’accesso all’hardware ai processi in esecuzione sul computer. Le varie distribuzioni di Linux differiscono per l’ambiente grafico e gli applicativi che girano sul sistema operativo.

Esistono molte distribuzioni di Linux, alcune più adatte ad un pubblico esperto che vuole configurare la propria macchina a suo piacimento e distribuzioni più semplici, più adatte a coloro che intendono migrare da Windows, senza impazzire nelle configurazioni del sistema operativo. Questo articolo è indirizzato proprio a questa tipologia di utenza.

Quale distribuzione scegliere?

Distro Linux

Sicuramente la distribuzione Linux più famosa tra i novizi è Ubuntu, un sistema operativo nato nel 2004, caratterizzato da una estrema facilità di utilizzo. Ubuntu deriva dal ramo di Debian, un progetto fondato da Ian Murdock e sua moglie Debra nel 1993. La denominazione Debian è proprio il risultato della combinazione dei loro nomi, Deb + Ian.

Ma torniamo a Ubuntu. Io l’ho utilizzato per circa un anno e devo dire che mi sono trovato abbastanza bene ma adesso che sto utilizzando Mint mi trovo decisamente meglio. Probabilmente nel momento in cui arriverò ad usare Arch Linux, la distro Linux più avanzata, considerò Mint un giocattolo. Ma allo stato attuale, facendo un paragone tra Ubuntu e Mint, mi sento di consigliare il secondo.

Mint è una derivata di Ubuntu, per cui se decidete di installare questo sistema operativo potete fare tranquillamente riferimento alla community di Ubuntu, sia per gli applicativi disponibili che per le istruzioni per il terminale. Vedremo in seguito che cos’è il terminale e a cosa serve.

Differenze tra Ubuntu e Mint

Entrambe le distribuzioni hanno come mission quella di fornire ad un utente medio una distribuzione di Linux semplice da utilizzare. Sono particolarmente indicate per chi proviene da Windows, che si troverà di fronte un ambiente grafico abbastamza familiare, intuitivo e che permette di accedere alla quasi totalità del sistema operativo.

Le reali differenze consistono proprio nell’ambiente grafico. Ubuntu di default utilizza Unity, un ambiente grafico che non piace a tutti e sinceramente non piace neanche a me

Ubuntu con Unity
Ubuntu con Unity

L’ambiente desktop di Mint, Cinnamon, è molto più elegante e completo, forse un pelino più dispersivo di Unity ma personalmente lo ritengo più semplice da utilizzare per un utente che proviene da Windows.

Mint con Cinnamon
Mint con Cinnamon

Entrambe le distribuzioni forniscono i software fondamentali come LibreOffice, l’equivalente open source di Microsoft Office, il browser Firefox e il client email Thunderbird.

Alcuni sottolineano le migliori prestazioni di Mint, ma questo dipende molto anche dalla componente hardware sulla quale viene installato il sistema operativo.

In conclusione, quello che fa veramente la differenza è Cinnamon: bello, intuitivo e completo.

Programmi che troverete su Linux

Prima di fare il grande passo, vediamo quali sono i programmi che possiamo utilizzare su Mint e che non ci dovrebbero fare sentire la mancanza di Windows. Piccola premessa, esiste un applicativo chiamato Wine che permette l’esecuzione della maggior parte dei software Windows, ma non tutti….

Abbiamo già accennato alla suite d’ufficio LibreOffice. Il pacchetto comprende programmi equivalenti di Word, Excel, Access e PowerPoint. Personalmente mi trovo molto bene, ma se non vi piace LibreOffice potete anche provare OpenOffice.

Programmi di video editing

Chiaramente il top sono gli applicativi forniti da Adobe e su Linux dobbiamo accontentarsi di quello che passa il convento. I migliori programmi per l’editing video sono OpenShot e Kdenlive. Ci sarebbe anche LightWave che sinceramente trovo un pochino complesso.

Io mi trovo molto bene con Kdenlive che permette di combinare tracce audio e video, unire più tracce tra loro, applicare effetti di transizione e tanto altro ancora. Molto utile per gestire, ad esempio, un canale YouTube.

Programmi per registrare lo schermo

Se vi occupate di videotutorial avrete sicuramente necessità di registrare lo schermo. Per questa attività possiamo utilizzare Kazam, SimpleScreenRecorder o anche VLC che tra le sue operazioni avanzate permette anche di registrare il desktop.

Programmi di elaborazione grafica

Se utilizzate Photoshop probabilmente ne sentirete la mancanza. Su Linux potrete utilizzare la sua versione open-source, Gimp. Sicuramente non siamo ai livelli del gioiello di Adobe ma bene o male permette di fare una gran serie di operazioni.

L’alternativa open source di Illustrator è Inkscape che sto imparando ad utilizzare proprio in questi giorni.

Ambienti di sviluppo

Qui siamo coperti al 100%. Per quanto riguarda il server locale abbiamo Lamp che funziona perfettamente. D’altronde la metà dei server online gira proprio su Linux.

Per quanto riguarda gli editor di codice, la scelta è molto vasta. Abbiamo ad esempio Eclipse, uno dei software più famosi, caratterizzato da un’interfaccia originale.

Io utilizzo Sublime Text e mi trovo molto bene. Supporta tutti i linguaggi, è possibile installare delle librerie aggiuntive per l’auto-completamento delle dichiarazioni, evidenzia i blocchi compresi nelle parentesi ed è totalmente gratuito

Conclusione

Allora perché installare Linux e lasciare perdere Windows? Potrei fare mille discorsi relativi alla sicurezza, al concetto di open source, a quello della legalità e via dicendo. In tutta sincerità di questi aspetti non m’importa un granché. Ho sempre utilizzato Windows e non mi sono mai posto questi problemi. Cercavo solamente un sistema operativo veloce, che si accendesse in pochissimo tempo, che non rompesse le scatole ogni giorno con gli aggiornamenti e che permettesse di fare più operazioni contemporaneamente senza impallarsi.

Ho provato quindi Ubuntu, affiancandolo a Windows e mi sono trovato decisamente bene. Inizialmente pensavo di utilizzarlo solamente per il lavoro, ma lentamente ho cominciato ad usarlo anche per vedere Facebook, Youtube, ascoltare Spotify e mi sono totalmente scordato di avere anche Windows.

Perciò ho deciso di fare un ulteriore passo avanti, migrando su Mint. Il prossimo passo sarà installare Manjaro, una distro derivata di Arch Linux, ma molto più intuitiva.

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