L’importanza dello stop loss nel trading online

Impostare lo stop loss nella piattaforma di trading

Tutti gli operatori che vogliono sopravvivere al mercato e guadagnare con il trading in maniera costante e duratura, non possono prescindere dallo stop loss per ogni operazione che inseriscono in piattaforma.

Stop loss è un termine che impariamo a conoscere dopo una perdita importante, evento che prima o poi colpisce chiunque operi nel mondo del trading online o più in generale degli investimenti finanziari. Se non riusciamo ad accettare le perdite e misurare la percentuale di rischio per ogni operazione, allora è meglio cercare altre opportunità di guadano e mettere da parte il Forex.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: lo stop loss è fondamentale in una strategia di trading e senza di esso, qualsiasi operatore è destinato a bruciare il suo capitale nel medio-lungo periodo.

Alcuni traders asseriscono che non c’è bisogno dello stop loss, che basta stabilire mentalmente, volta per volta, il momento migliore per uscire dal mercato. Lasciamo perdere questo tipo di approccio, l’essere umano è legato al 100% alle proprie emozioni ed è impossibile mantenere un atteggiamento distaccato durante l’esecuzione di un’operazione. Nel trading online concetti così aleatori non portano benefici, l’unico approccio corretto per gestire il proprio capitale è il seguente: ogni operazione può andare in perdita e l’eventuale profitto deve essere molto più vantaggioso della quota di rischio.

Inoltre, aggiungiamoci che non possiamo prevedere il futuro… dobbiamo usare sempre questa difesa perché non si sa mai quando lo strumento finanziario che stiamo tradando subirà un contraccolpo. Può accadere durante una conferenza stampa indetta dalla BCE o a seguito di una qualsiasi calamità naturale. I fattori che possono svuotare il nostro capitale sono molteplici e sempre in agguato, possiamo difenderci solo attraverso lo stop loss.

Ma che cos’è uno stop loss? Credo di averlo già spiegato in altri articoli, ma facciamo ugualmente un piccolo ripasso. Gli ordini stop sono ordini in acquisto o in vendita, che vengono eseguiti a condizione che un certo prezzo venga raggiunto. Questo prezzo è fissato dall’investitore in anticipo e può essere un valore fisso o variabile (in questo caso parliamo di trailing stop). In ogni caso il livello di esecuzione si trova al di sopra o al di sotto del prezzo corrente.

Facciamo un esempio, supponiamo che vogliamo tradare il cambio EUR/USD, quotato a 1.15, inseriamo un ordine in vendita con livello di entrata a 1.14. Se la quotazione raggiunge effettivamente 1.14, l’ordine viene eseguito, in caso contrario l’ordine rimane in stand by e può essere annullato in qualsiasi momento. Addirittura alcuni broker permettono d’impostare un tempo di validità e cancellare automaticamente l’ordine se l’intervallo viene superato.

E fino a qui credo che sia tutto chiaro, andiamo avanti. Nell’esempio precedente, quando abbiamo inserito l’ordine pendente non ci trovavamo a mercato, per tanto tecnicamente abbiamo inserito un stop entry.

Anche lo stop loss è un ordine di tipo stop, ce lo suggerisce anche il nome. Le differenze sono le seguenti:

  • siamo a mercato con un’operazione aperta
  • l’operazione sta andando nella direzione opposta alle nostre intenzioni
  • lo stop comporta una perdita

In sostanza si decide di limitare le perdite durante un’operazione prima che sia troppo tardi. Eseguendo lo stop loss durante un investimento, la piattaforma chiuderà automaticamente l’operazione, limitando la possibilità di perdite maggiori e fermando l’emorragia finanziaria nel conto di trading.

Lo stop loss ha un ambito di applicazione maggiore con gli strumenti derivati in quanto consente di limitare il rischio maggiore derivato dalla leva finanziaria.

Un altro sistema per proteggere i profitti di un’operazione consiste nel trailing stop, una modalità di trading consentita dalla maggior parte dei broker. In buona sostanza l’operatore imposta la quota di rischio con un valore variabile e ogni volta che il prezzo si muove, tale quota adegua il livello di uscita. Forse non sono stato molto chiaro, vediamo un caso reale allora. Supponiamo che abbiamo inserito un ordine in acquisto sul cambio EUR/USD, con un livello di entrata a 1.1380 e impostando un trailing stop di 20 pips (valore variabile). L’operazione sta andando nella direzione sperata, il prezzo ha raggiunto 1.1400 e lo stop loss si è collocato 20 pips al di sotto. A questo punto, se il prezzo dovesse stornare e colpire lo stop loss, l’operazione andrebbe in pareggio. E invece continua a salire di altri 20 pips, arrivando a 1.1420 e automaticamente lo stop loss si colloca a 1.1400. Non possiamo più parlare di stop loss, ma bensì di stop profit.

Concludendo

Grazie a questi strumenti che il broker ci mette a disposizione, possiamo definire infinite strategie. Tutto dipende principalmente dai seguenti fattori: livello di rischio, volatilità del mercato, tipologie di operazione e leva finanziaria.

Tutte queste variabili devono essere analizzate a priori dall’investitore. Questi dovrà sempre considerare l’eventuale perdita connessa all’operazione, non potendo mai prescindere dal rischio.

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