Cos’è un broker Forex?

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Il mercato Forex, sebbene non sia regolamentato, non è accessibile a tutti. I traders privati devono affidarsi ad un intermediario finanziario. Alcune banche come Fineco o Ing Direct assolvono direttamente a questa funzione, fornendo ai loro clienti una piattaforma di trading per negoziare nel mercato valutario, ma quasi tutti i traders preferiscono rivolgersi a un broker.

Le società di brokeraggio devono rispettare un insieme di normative molto severe. Per quanto riguarda l’Unione Europea, il broker deve essere autorizzato dalla propria Authority di vigilanza in materia finanziaria. Secondo la direttiva europea 2004/39/CE, meglio conosciuta come MiFID (Markets in Financial Instruments Directive), un broker regolato può avere accesso a tutti i mercati europei. Questo è uno dei motivi per cui, con l’ingresso di Cipro nella UE nel 2004, molte aziende d’intermediazione hanno spostato la propria sede laggiù, spinte da una pressione fiscale vantaggiosa.

La Conosb e gli altri organismi di vigilanza non si limitano a fornire la licenza d’intermediario finanziario, ma controllano regolarmente l’operato del broker, a garanzia del cliente. È importante sapere che un broker regolato non può disporre dei fondi depositati dal trader. Una volta effettuato il versamento, i soldi saranno trasferiti su uno o più conti segretati, che assolutamente non possono essere usati dalla società di brokeraggio per i suoi scopi commerciali. Questo ci tutela dall’eventuale fallimento dell’azienda.

Ricorda di scegliere un broker che disponga della licenza Consob, FCA o Cysec. Controlla sempre sul sito del broker se dispone dell’autorizzazione di uno di questi organismi e per essere sicuro fai un controllo incrociato sulle pagine dell’ente indicato.

Per essere proprio sicuro al 100%, nel momento in cui vai a fare la richiesta di apertura conto, dovresti essere contattato da un consulente commerciale, il quale ti spiegherà tutte le modalità da rispettare. In linea di massima ti manderanno un contratto, dove dovrai indicare la natura dei fondi che vuoi investire, la tua situazione patrimoniale, le tue esperienze passate con il trading e la tua attuale situazione lavorativa.

Se sei disoccupato, ti ricorderanno i rischi del trading, mentre se non hai mai operato nel mercato valutario, pretenderanno un periodo di valutazione utilizzando la piattaforma in modalità demo. Parliamo di un mese, assolutamente insufficiente per diventare un trader professionista, ma serve a loro per tutelarsi da eventuali azioni sanzionatorie dell’organismo di vigilanza.

Tipologie di broker

Erroneamente si tende ad immaginare il broker come una sorta di consulente, in realtà il suo compito consiste nel raccogliere l’ordine del cliente e trasmetterlo al mercato. Alcune società si sono organizzate, creando dei forum dove analisti alle loro dipendenze danno consigli su come fare trading. Oppure si organizzano webinar educativi o si mandano delle e-mails indicando dei segnali di trading o analisi di mercato.

Nessun intermediario vuole perdere i suoi clienti, ma attenzione, il broker non è un tuo amico. È solamente il tuo intermediario e in alcune situazioni possono sussistere anche dei conflitti d’interesse.

Broker Market maker

market makerQuesta è la tipologia di broker più antica. In buona sostanza, nel momento in cui un trader effettua un ordine, questo non viene inviato al mercato, ma rimane in una sorta di circuito interno. Il broker fa da controparte al cliente, gli fornisce la liquidità per effettuare l’operazione e spera che il trade non vada nella direzione impostata dal suo cliente.

Facciamo un esempio per chiarire. Supponiamo che un trader effettui un’operazione acquistando un lotto sull’eurodollaro, con leva finanziaria 1:100. Il broker gli fornirà i 99.000 € necessari per effettuare il trade, mentre i restanti 1.000€ sono a carico del cliente. A questo punto, se si tratta di un nuovo cliente, su cui non è possibile fare un’analisi basata sullo storico delle operazioni, il broker ha due alternative: lasciar correre l’operazione oppure trasmettere al mercato un ordine contrario. In entrambi i casi, se il trade è sfavorevole per il cliente, il broker guadagnerà, o incassando la perdita oppure liquidando la posizione che aveva aperto nel mercato interbancario.

Sui clienti che conosce, il market maker, fa una distinzione tra chi perde soldi e chi invece è un trader profittevole, operando di conseguenza. Con la seconda tipologia di clienti, il broker per tutelarsi, trasmetterà l’ordine al mercato, mentre con il parco buoi continuerà a giocare contro.

Sul broker market maker girano molte opinioni negative. Si sostiene che siano sempre alla ricerca di stop loss, truccando di fatto le quotazioni, inventandosi movimenti delle valute che vanno a prendere gli stop dei clienti. Sinceramente non so quanto questo possa essere vero…. Ho visto dei movimenti strani in passato, che non hanno avuto riscontri su grafici di Investing o Bloomberg, ma riguardavano situazioni di broker no dealing desk.

Broker No dealing desk

no dealing deskIl broker NDD non si prende rischi, operando in maniera da vero intermediario. Quando il cliente inserisce un ordine in piattaforma, questo viene trasmesso al mercato interbancario, in cerca di un compratore.

Essendo il Forex un mercato con liquidità immensa, l’ordine trova quasi sempre una controparte, tranne in situazioni particolari, come il rilascio di una news economica molto importante. In questi casi, l’ordine rimane in una sorta di limbo, che viene processato al primo prezzo disponibile.

Altro esempio chiarificatore: siamo sempre in acquisto sull’eurodollaro, vogliamo comprare 1 lotto al prezzo di 1.1500 e inseriamo l’ordine in piattaforma. In quel preciso momento Mario Draghi sta facendo una conferenza stampa molto attesa dal mercato. Vediamo che il nostro ordine non viene processato, fino a quando Draghi non dice quello che doveva dire, magari affossando l’Euro. A quel punto il nostro ordine viene eseguito a 1.1400. Questo perché il broker non ha trovato una controparte disposta a negoziare al nostro prezzo.

Questa è la tipica situazione dello slippage, si verifica raramente, ma quando accade possono essere dolori.

Altra caratteristiche tipica del broker NDD è lo spread variabile, sempre per il discorso dell’offerta di mercato.

Differenze tra broker STP e ECN

Nella categoria dei broker No Dealing Desk, possiamo trovare due tipologie d’intermediari differenti, ECN e STP.

ECN è l’acronimo di Electric Communications Network, una rete di comunicazione elettronica, alla quale partecipano grandi banche, hedge funds, broker market maker, broker STP e commercianti al dettaglio.

Quando il cliente trasmette un ordine attraverso la piattaforma, la rete ECN abbina ed esegue gli ordini contrari allo stesso prezzo e volume, pubblicando i dati e rendendoli disponibili a tutti i membri del network, omettendo naturalmente l’identità degli operatori.

Un broker ECN ha costi commissione molto alti, rendendolo di fatto una realtà riservata ad operatori di un certo livello. Per esempio, Dukascopy è un broker ECN, che vanta la presenza di Bank of America e Barclays all’interno della sua rete.

Il broker STP è la tipologia più utilizzata da chi opera con il sistema NDD. STP è l’acronimo di Straight Through Processing e a differenza dell’ECN, questo broker trasmette gli ordini dei clienti a una rete interna, composta dai suoi fornitori di liquidità abituali. Quando l’ordine trova una controparte, ritorna al cliente, con lo spread aggiunto al prezzo di mercato. Tra i broker STP che ho provato, consiglio FXCM e Trading212.

Qual è il broker migliore?

Non possiamo rispondere a questa domanda perché entrano in gioco troppi fattori. Ad esempio alcuni operatori potrebbero avere come principale criterio di valutazione la piattaforma di trading. Non tutti infatti mettono a disposizione Metatrader, fornendo al cliente delle soluzioni proprietarie, scaricabili sul desktop oppure accessibili solo attraverso il browser.

Un trader che opera con lo scalping, sarà interessato ad un broker con spread bassi, per non invalidare i suoi profitti. Nel caso di un trader daily ma anche intraday, sarebbe preferibile scegliere un broker solido, con piattaforme che permettano analisi di mercato complesse, anche a scapito di spread leggermente superiori alla media.

Si dovrebbe comunque sempre scegliere un broker regolamentato, se non dalla Consob per lo mendo dalla FCA e se possibile con banca in Italia, per evitare complicazioni con la tassazione Forex.

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