Bande di Bollinger

bande di bollinger

Qualche decennio fa, John Bollinger inventava le omonime bande, uno strumento divenuto poi di grande importanza nell’analisi tecnica ed utilizzato da moltissimi trader.

Con il tempo, la grande diffusione e il continuo utilizzo da parte degli esperti del settore ne hanno dimostrato l’efficacia.

Le Bande di Bollinger si calcolano a partire da una media mobile semplice, generalmente a 20 periodi. La banda superiore si ottiene sommando alla media mobile la deviazione standard moltiplicata per un fattore F, mentre quella inferiore viene determinata sottraendo alla media mobile la deviazione standard moltiplicata per il fattore F.

I parametri convenzionali utilizzati per disegnare le bande di Bollinger sono 20 per il periodo della media mobile e 2 per la deviazione standard.

grafico con bande di bollinger

Le strategie e le tecniche utilizzate per il trading con le bande di Bollinger sono moltissime. Per esempio c’è chi vede un segnale di vendita quando il prezzo rompe la banda superiore per poi rientrare nelle candele successive, e viceversa sulla banda inferiore per il segnale di acquisto.

Tuttavia quale che sia il modo di utilizzare le bande, di per se queste introducono molti falsi segnali. Lo stesso inventore ci dice che debbono essere abbinate ad altri indicatori per la conferma dei movimenti, quali ad esempio il momentum e i volumi, o comunque indicatori non basati sulle stesse regole costruttive delle bande e quindi capaci di aggiungere altre informazioni utili per l’interpretazione del grafico.

Alcuni parametri molto importanti da tenere presente nell’utilizzo delle Bande di Bollinger sono il BandWidth, la misura relativa dell’ampiezza delle bande e il percentage (%b), ovvero la posizione del prezzo di chiusura in relazione alle bande.

Generalmente le bande di Bollinger ci danno un’idea sulla tendenza del mercato. Quando i prezzi camminano in prossimità della banda superiore ci indicano un tendenza rialzista e viceversa, quando nell’evoluzione si assestano in prossimità della banda inferiore. Per questo, la rottura di una delle due bande, quella superiore e quella inferiore, non indicano necessariamente un rimbalzo ma anzi, spesso confermano la continuazione di un trend.

È per questo motivo che bisogna abbinare necessariamente altri indicatori per filtrare i falsi segnali, per esempio si può cercare conferme dal Money Flow Index (MFI) oppure dare uno sguardo ai volumi di scambio. Naturalmente ogni trader sceglie i propri strumenti, avendo la propria tecnica e creatività nel trovare le informazioni necessarie e scovare i giusti segnali.

Comunque, l’aspetto forse più caratteristico delle bande di Bollinger è la loro forma costituita da continui allargamenti e restringimenti. Questa è forse la caratteristica più saliente.

Essa ci fornisce subito a colpo d’occhio una indicazione visiva della volatilità del mercato che risulta essere tanto più accentuata quanto più le bande si allargano. Viceversa, quando le bande si restringono, la volatilità è molto bassa ed è proprio qui che la situazione diventa più interessante. Quando le bande di Bollinger si restringono, generalmente segnalano un’imminente esplosione dei prezzi con salti consistenti. In queste situazioni, i trader più attenti riescono ad ottenere i migliori guadagni, grazie alle bande di Bollinger. E tanto più le bande rimangono vicine col trascorrere del tempo, tanto più aumenta la probabilità della partenza di un trend.

Implementazione delle Bande di Bollinger in un trading system

Naturalmente le bande di Bollinger possono anche essere sfruttate tramite gli expert advisor. Nel Metatrader c’è già installato l’indicatore da incollare al grafico ed una istruzione ad hoc per utilizzarlo nella programmazione degli expert.

L’istruzione iBands calcola le bande di bollinger e ne restituisce il valore.

double iBands(string symbol, int timeframe, int period, int deviation, int bands_shift, int applied_price, int mode, int shift);

dove symbol è il simbolo della coppia di valute (EURUSD, EURGBP, etc), timeframe la scala temporale del grafico (15 minuti, daily, etc), poi rispettivamente il periodo della media mobile, la deviazione, il ritardo sulla scala temporale del grafico (lasciare a zero), su quali prezzi viene calcolato l’indicatore (di apertura candela, di chiusura ecc…).

Shift invece indica su quale candela ci viene fornito il valore, zero ci da il valore corrente delle bande mentre inserendo valori positivi si va a ritroso nel tempo, 10 ad esempio fornisce il valore della banda sulla decima candela precedente.

Infine mode, che può assumere valori compresi fra 0 a 2, specifica quale valore delle bande deve essere restituito, 0 per il valore della banda centrale, 1 il valore della banda superiore, 2 per quella inferiore.

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